L’Italia va in Waka
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Ci sono due conventi: uno di francescani e uno di benedettini. Ricordo velocemente che i primi sono poveri e detiti ai lavori manuali mentre i secondi allo studio e alla teologia, come dire la classe operaia e quella intellettuale della chiesa.
Questi due conventi sono separati da un campo di terra che ambedue vogliono: i francescani per coltivarci un orto mentre i domenicani per costruirci una biblioteca.
Questa contesa va avanti da molto tempo e alla fine si decide una gara per assegnare il terreno.
Gli accordi sono questi: un francescano e un benedettino si incontreranno sul campo da soli, e la gara consiste nel dialogare tra di loro senza usare la voce, potranno usare gesti, oggetti e qualsiasi cosa gli venga in mente ma senza parlare.
Il primo che non capisce il discorso dell’altro perde.
Ovviamente in quanto uomini di chiesa è escluso che possano barare.
Per decidere i due partecipanti alla gara ogni convento organizza un sorteggio interno. Tra i benedettini vince tra il giubilo generale il monaco Giuliano; intelligente e preparato è un vero e proprio scienziato e tutti i monaci lo ritengono il più qualificato per la gara. Tra i francescani viene pescato Frà Martino che purtoppo per loro è famoso di essere il più semplice dei semplici, e infatti la delusione si percepisce tra tutti i frati che si sentono già sconfitti in partenza.
Arriva il giorno della gara. Al centro del campo sono stati messi un tavolo e due sedie e due folle contrapposte di religiosi osserva in silenzio. Giuliano e Martino arrivano ognuno con il carico di un sacco pieno di oggetti che eventualmente li possano aiutare nella conversazione. Si siedono e si guardano l’un l’altro. Il sorteggio ha dato il diritto al benedettino di fare la prima mossa.
Giuliano dopo aver pensato qualche secondo rovista nel suo sacco e tira fuori una pagnotta e la poggia sul tavolo. Martino alza il sopracciglio e con uno sbuffo di sufficenza tira fuori una bottiglia di vino e la poggia accanto al pane. Giuliano fa cenno di approvare con il capo e dopo aver pensato ancora qualche secondo indica con l’indice della mano il cielo. Il frate prontissimo risponde alzando l’indice e il medio come quando si fa il segno della vittoria. Il benedettino con un sogghigno beffardo alza l’indice, medio e il pollice, al che Frà Martino si alza in piedi solleva la tonaca e gli mostra gli……. attributi.
Giuliano resta a bocca aperta, e tra lo stupore generale si alza e se ne va scuotendo il capo.
A questo punto tutti capiscono che i francescani hanno vinto e i benedettini perso e infatti da una parte le levano cori e grida di giubilo mentre dall’altra mormorii di sconforto. I benedettini accolgono Giuliano increduli :” Fratello, ma come è potuto accadere che abbia perso con un …… insomma un’ignorante come quello!? Proprio lei che è tra noi il più intelligente?”
“Siamo stati ingannati!” risponde Giuliano” Altro che stupido! Quello è un genio! Non so come abbia fatto ma in un’attimo ha ribaltato la situazione e mi ha stracciato!” Gli altri monaci insistono” Ma come è stato possibile! E sopratutto cosa vi siete detti!? Non si è capito niente da qua”
Giuliano sospira ” Cosa….. cosa, e pensare che me l’ero preparata tanto bene. Ho cominciato tirando fuori una pagnotta, come a dire il corpo di Cristo, e giustamente lui ha tirato fuori il vino: il sangue di Cristo. Poi ho fatto il segno di uno, come Dio, l’unico e lui giustamente ha indicato due come Dio e la Vergine Maria. Questa era la mia trappola perchè poi ho indicato tre come la Santissima Trinità! Come poteva da quel punto in poi continuare? Poi invece si è alzato, mi ha mostrato il pene e io non ho capito niente……. niente!” Tutti i benedettini sono stupiti ” Che fenomeno! Chissà quale profondo significato nasconde il suo gesto, probabilmente abbiamo peccato di superbia sottovalutando un’umile frate che si è rivelato più profondo di noi.”
Dall’altra parte del campo sembra di stare al Maracanà: cori, ole, pacche sulla schiena. “A Martì ma si nu fenomeno! Chillo puzzone de monaco, se credeva de fatte fesso! E invece l’hai fatto fesso tu!” “Grazie fratelli, ma a dire la verità non è stato troppo difficile” ” Si’ pure modesto! Ma quello è uno scienziato! A proposito ma che ve stavate a dì? Qui non s’è capito niente!?” “Ripeto che è stato facile. Quello ha iniziato tirando fuori la pagnotta. A si? Tu c’hai da magnà e allora io c’ho da beve! E allora ho preso il vino. Poi lui me guarda e fa segno che me ceca n’occhio. A si!? E allora io te ne ceco due! Poi lui continua e fà che me ne ceca tre, così io mi alzo e gli faccio vedè che co stò cazzo me ne ceca tre!?”
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Il nuovo prete della parrocchia era molto nervoso per la sua prima messa e quasi non riusciva a parlare. Domanda quindi all’Arcivescovo come poteva fare per rilassarsi e questi gli suggerì di mettere un pochino di Tequila nell’acqua della Messa. Così fece. Si sentì cosi bene che avrebbe potuto fare la predica in mezzo ad una tempesta. Però quando torna in canonica, trova la seguente lettera dell’Arcivescovo:
“Caro Don Angelo, qualche appunto spicciolo:
La prossima volta, metta un po’ di Tequila nell’acqua e non viceversa, e non sta bene mettere limone e sale sul bordo del calice.
La manica della tonaca non deve essere usata come tovagliolo.
Ci sono 10 comandamenti e non 12.
Ci sono 12 discepoli e non 10.
I vizi capitali non sono i peccati degli abitanti di Roma
Non ci si riferisce alla croce come “quella grande T di legno”
Non ci si riferisce a Gesù Cristo e i suoi discepoli come “JC e la sua band”.
Non ci si riferisce a Giuda come “quel figlio di … , e sua madre e suo padre non erano rispettivamente una … e un ricchione.
Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono “Il Vecchio, Junior e il fantasmino”.
La toilette dove ha orinato a metà messa in realtà era il confessionale… e non è bello bestemmiare perchè non hanno messo lo sciacquone.
L’iniziativa di chiamare il pubblico a battere le mani è stata lodevole, per ballare la macarena e fare il trenino mi pare esagerato.
L’acqua santa serve per benedire e non per rinfrescarsi la nuca sudata.
Le Ostie vanno distribuite ai fedeli che si comunicano, non devono essere considerate alla stregua delle patatine come antipastini e accompagnate dal vino santo.
Quello sulla croce, anche se con la barba assomiglia a Che Guevara, non era lui ma Nostro Signore Gesù Cristo.
Cerchi di indossare le mutande, e quando ha caldo eviti di rinfrescarsi tirando su la tonaca.
I peccatori quando muoiono vanno all’inferno, non “a farsi fottere”.
La messa deve durare 1 ora circa e non due tempi da 45 minuti, e quello che girava vestito di nero è il sagrestano, non “quel cornuto dell’arbitro”
Quello che le stava seduto a fianco ero io, il suo Arcivescovo, non “..una … in gonna rossa”.
La formula finale corretta e’ “La Messa è finita, andate in pace” e non “Che mal di testa, andate tutti fuori dai coglioni”. Per il resto, mi pare andasse tutto bene.
L’Arcivescovo.
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2000 persone contraggono l’influenza suina e ci si mette la mascherina…
25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il preservativo…
PANDEMIA DI LUCRO
Che interessi economici si muovono dietro l’influenza suina?
Nel mondo, ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della malaria,
i notiziari di questo non parlano…Nel mondo, ogni anno muoiono due
milioni di bambini per diarrea che si potrebbe evitare con un semplice
rimedio che costa 25 centesimi.. I notiziari di questo non
parlano…Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini
economici, provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno. I
notiziari di questo non parlano…
Ma quando comparve la famosa influenza dei polli… i notiziari mondiali
si inondarono di notizie… un’epidemia e più pericolosa di tutte, una
pandemia!
Non si parlava d’altro, nonostante questa influenza causò la morte di
250 persone in 10 anni…25 morti l’anno!!
L’influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel
mondo….Mezzo milione contro 25.
E quindi perché un così grande scandalo con l’influenza dei polli?
Perché dietro questi polli c’era un “grande gallo”.
La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu,
vendette milioni di dosi ai paesi asiatici.
Nonostante il vaccino fosse di dubbia efficacia, il governo britannico
comprò 14 milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione. Con
questa influenza, Roche e Relenza, ottennero milioni di dollari di lucro.
Prima con i polli, adesso con i suini: e così adesso è iniziata la
psicosi dell’influenza suina. E tutti i notiziari del mondo parlano di
questo. E allora viene da chiedersi: se dietro l’influenza dei polli
c’era un grande gallo, non sarà che dietro l’influenza suina ci sia un
“grande porco?”.
L’impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu.
Il principale azionista di questa impresa è niente meno che un
personaggio sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa di George
Bush, artefice della guerra contro l’Iraq…
Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani… felici
per la nuova vendita milionaria.
La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi mercenari
della salute…
Se l’influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di
informazione, se la Organizzazione Mondiale della Salute (diretta dalla
cinese Margaret Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara un
problema di salute pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci
generici per combatterla?
Dr. Carlos Alberto Morales Paità
Nuova influenza: impunità garantita alle case farmaceutiche per i danni
del vaccino
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Lo so che mi ami, mi ami anche troppo
e per il tuo bene ti chiedo, purtroppo,
per stare tranquillo, per stare sereno
non è che puoi amarmi un pochino di meno?
Lo so che mi ami e non mi lamento
se lotto col freddo, la pioggia ed il vento
ti aspetto per strada, ritardi tre ore
e dopo ti arrabbi se ho il raffreddore.
Andiamo in montagna, alla fine del mese
mi accorgo guidando per strade scoscese
che vuoi che ritorni da te in un baleno,
per questo hai strappato il pedale del freno.
Lanciare coltelli, tua grande passione
“Tranquilla!” mi dici, “io sono un campione!”.
Intanto sorrido, incollata ad un muro
ma tu non hai mira, mi prendi sicuro.
Per questa passione tu rischi il tracollo
le mani mi metti bramoso sul collo,
lo stringi, mi guardi col volto paonazzo
sorrido estasiata e al suolo stramazzo.
Lo so che mi ami d’amore profondo
se buchi il canotto e mentre io affondo
tu scappi e mi lasci nel centro del mare:
lo fai per vedermi che imparo a nuotare.
Se a volte mi porti in cima a un burrone
e dopo mi spingi, io so la ragione:
cadendo veloce da altissime quote
mi viene la faccia di Wil il coyote.
Lo so che mi ami, che non puoi far senza
e se, per errore, fa niente, pazienza,
mi schiacci tra il muro e l’armadio pesante,
mi sfondi la casa, mi rubi l’aliante,
m’aizzi un mastino feroce e nervoso,
mi bruci il garage con incendio doloso,
del paracadute mi tagli i laccetti,
giocando con l’ascia a momenti m’affetti,
farcisci la torta con i candelotti,
per farmi passare una festa coi botti.
Lo so, è perchè mi ami, ma mi ami anche troppo
e per il tuo bene, ti chiedo, purtroppo,
per stare tranquillo, per stare sereno
non è che puoi amarmi un pochino di meno?
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Un macellaio stava lavorando nel suo negozio e si sorprese quando vide entrare un cane. Lo cacciò ma il cane tornò subito. Cercò quindi di mandarlo via ancora, ma si rese conto che il cane aveva un foglio in bocca. Prese dunque il foglio e lo lesse:
“Mi potrebbe mandare 12 salsicce e tre bistecche di manzo per favore?”
Il macellaio notò pure che il cane aveva in bocca un biglietto da 50 euro. Così prese le salsicce e le bistecche e le mise insieme in una borsa che mise nella bocca del cane.
Il macellaio rimase molto colpito e, siccome era già ora di chiudere il negozio, decise di seguire il cane che stava andando in strada con la borsa tra i denti. Quando il cane arrivò ad un incrocio, lasciò la borsa sul marciapiede, si alzò sulle zampe posteriori e con una delle anteriori schiacciò il pulsante dei pedoni per cambiare il segnale del semaforo. Prese di nuovo la borsa ed aspettò pazientemente che il semaforo desse il via ai pedoni. Allora attraversò la strada e camminò fino ad una fermata del bus, mentre il macellaio stupefatto lo seguiva da vicino. Alla fermata il cane guardò verso la mappa delle rotte e degli orari e si sedette sul marciapiede ad aspettare il suo bus. Arrivò uno che non era il suo, ed il cane non si mosse. Arrivò dunque un altro bus ed il cane dopo aver visto che era quello giusto, salì dalla porta posteriore affinché il conduttore non lo potesse vedere. Il macellaio, a bocca aperta, lo seguì. All’improvviso il cane si alzò sulle zampe posteriori e toccò il campanello della fermata sempre con la borsa tra i denti. Quando il bus si fermò, il cane scese, ed anche il macellaio, ed entrambi camminarono per la strada finché il cane si fermò a una casa. Pose la borsa sul marciapiede, e prendendo la rincorsa, si lanciò contro la porta. Ripeté l’azione diverse volte, ma nessuno gli aprì la porta. Allora il cane fece il giro della casa, saltò un recinto, si avvicinò ad una finestra e, con la testa, colpì diverse volte il vetro. Ritornò alla porta che si aprì e comparve un uomo che cominciò a picchiare il cane.
Il macellaio corse verso l’uomo e gridò:
“Santo cielo, che cosa sta facendo? Il suo cane é un genio!”
L’uomo irritato rispose:
“Un genio??? Questa é la seconda volta nella settimana che questo stupido dimentica le chiavi!!!”
Morale: PUOI SEMPRE SUPERARE LE ASPETTATIVE MA DAVANTI AGLI OCCHI DEL TUO CAPO SARAI SEMPRE AL DI SOTTO DELLE SUE ATTESE!!!
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ci sono tre pipistrelli:
un pipistrello avendo fame va a cercare del cibo.torna tutto pieno di sangue e gli altri 2 pipistrelli dicono:
-madò dove hai trovato tutto quel sangue?
e lui risponde:
-vedi quella montagna…gira a destra e c’è un villaggio.
allora il secondo pipistrello si dirige verso la montagna e gira a sinistra.torna tutto pieno di sangue,e gli altri pipistrelli dicono:
-madò dove hai trovato tutto quel sangue…
e lui risponde:
-vedete quella montagna,gira a sinistra e c’è un villaggio.
il terzo pipistrello allora quando ormai è calata la notte si dirige verso la montagna e torna con ancora più sangue e gli altri 2 pipistrella dicono:
-madò dove hai trovato tutto quel sangue?
e lui risponde:
-vedete quella montagna…be io non l’ho vista
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